Pesce

Digital Paper: Lombardia da degustare

La pesca d’acqua dolce è in ascesa

Trote, ciprinidi e storioni sono tra le specie allevate in maggiori quantità

Forse in pochi sanno che anche la pesca è attività molto redditizia in Lombardia. L’acquacoltura e la pesca professionale nei tanti laghi prealpini presenti sul territorio regalano ottimi risultati e tante sono le aziende impegnate in prima linea. Secondo gli ultimi dati Istat elaborati da Coldiretti Lombardia, la dimensione economica delle attività legate alla pesca e all’acquacoltura regionale è di circa 35 milioni di euro, con oltre 150 imprese coinvolte attivamente. La maggior concentrazione di attività viene segnalata nelle province di Brescia (60 aziende), Milano (40) e Bergamo (30). Insomma la Lombardia si difende bene, nonostante una caratterizzazione del territorio che di certo non la favorisce almeno sulla carta.

ALLEVAMENTI
A essere allevate sono soprattutto trote, ciprinidi e storioni: questi ultimi, preziosi perché dalle loro uova si ricava il caviale, sono destinati quasi interamente al mercato internazionale (90%). La produzione lombarda di caviale, ad oggi, si aggira intorno alle 35-37 tonnellate all’anno, ovvero circa l’80% della produzione totale nazionale.
Una percentuale molto alta, testi-monianza diretta di un lavoro minuzioso e costante che va avanti da anni e che da molto tempo garantisce buoni guadagni. Il caviale è alimento prezioso, apprezzato in tutto il mondo per il suo sapore delicato e particolare. La Lombardia è riuscita quindi a insediarsi in un mercato perennemente in crescita che non sembra poter avere, anche in futuro, pericolose battute d’arresto e che anzi sembra essere in grado di garantire buoni margini di guadagno proprio grazie all’export. Secondo quanto affermato da Coldiretti Lombardia, le produzioni certificate della filiera ittica nella Regione sono due IGP (Salmerino del Trentino e Trote del Trentino) e 6 prodotti tradizionali (Alborelle essicate in salamoia, coregone, missoltino, pigo, luccio in bianco alla rivaltese, luccio in salsa alla rivaltese).
Insomma, in generale, i numeri legati alla pesca lombarda sono più che soddisfacenti. Il pesce di lago è da sempre un prodotto tradizionale che ha investito ingenti forze in un settore sempre più vivo e dinamico e il crescente interesse delle persone verso i più svariati tipi di pesce da portare in tavola per un’alimentazione sana e gustosa è la riprova più importante: la scommessa insomma è stata vinta.


Da sapere

Lago d’Iseo, è vietato prendere l’Alborella

PROROGA

Il divieto è valido fino al luglio del 2020 nel bacino del Sebino

Fino al 15 luglio del 2020 non sarà possibile pescare l’Alborella su tutto il lago d’Iseo e nel tratto di fiume Oglio compreso fra il ponte Sarnico-Paratico a monte e la diga del Consorzio dell’Oglio a valle. A deciderlo sono stati gli Uffici Territoriali Regionali di Bergamo e Brescia con il coordinamento della Direzione Generale Agricoltura. I provvedimenti si sono resi necessari a seguito del perdurare delle condizioni di decremento della specie ittica, e per evitare gravi conseguenze all’eco-sistema del lago, dove la specie rappresenta il primo anello della catena alimentare sulla quale gravitano tutte le specie ittiche predatrici.
Fonte: Regione Lombardia
www.regione.lombardia.it

CARATTERISTICHE

Corpo lungo, snello e di forma ovale: ecco come è fatta

Ma quali sono le caratteristiche fisiche di questo pesce? L’alborella ha un corpo allungato e snello, di forma ovale che può raggiungere una lunghezza di circa sedici-diciotto centimetri. Una testa piccola e una bocca terminale con una mandibola molto prominente.
Gli occhi, rotondi e molto grandi, rendono questo pesce davvero inconfondibile. La colorazione della livrea è grigiastra, leggermente più verdastra sui fianchi, il ventre è bianco e le pinne sono translucide con riflessi che si fanno gialli e/o rosati durante il periodo della riproduzione. L’alborella si riproduce di solito nei mesi di maggio e giugno.


Alla scoperta delle varietà più diffuse

Il Lago di Varese vede la massiccia presenza di scardola, carassio e gardon

La pesca nei laghi lombardi regala grandi soddisfazioni in termini di quantità, ma quali sono le specie più diffuse?
Coregone, lavarello e coregone bondella sono presenti in grande abbondanza nel Lago Maggiore: se ne catturano più di 100 tonnellate all’anno. Seguono il gardon (33 tonnellate) e l’agone (18) ma anche il pesce persico garantisce buoni risultati, se si pensa che insieme al lucioperca costituisce il 5% del catturato totale.
Diversa è la situazione nel Lago di Varese che registra la presenza soprattutto di scardola e carassio (circa 3,7 tonnellate), gardon (1,3) e siluro (0,8). Carpa e tinca costituiscono buona parte del pescato nel Lago d’Indro (0,8 tonnellate); seguono il pesce persico (0,5) e la bottatrice (0,4). Presente, anche se in piccole quantità, l’anguilla che ancora oggi è un pesce che viene molto apprezzato, nonostante sia stato scavalcato da altre varietà dal sapore decisamente più delicato.
I dati che riguardano invece il pescato del Lago di Iseo (per la provincia di Brescia) rilevano che qui il catturato è assolutamente dominato dal coregone lavarello (circa 5,2 tonnellate); a seguire carpa e tinca (5,2), pesce persico (4) e agone 67 (3,5). In minori quantità si rileva anche la presenza di luccio (2,3), scardola (1,24), trota lacustre (0,9) e siluro (0,7).
L’agone è presente in abbondanza nel Lago di Como con quasi 42 tonnellate così come il pesce persico che con le sue 35 tonnellate è in assoluto una delle specie più diffuse in questo lago. In buone quantità ecco anche salmerino al-pino (6,5 tonnellate), bottatrice (5,7) e lucioperca (3,5) che rappresentano buona parte del pescato di questo lago. Bottatrice e coregoni vengono catturati in larga misura (2,3 tonnellate) nel Lago di Mezzola dove spiccano anche i numeri sul pescato di coregone lavarello (65 tonnellate), agone (18,5) e pesce persico (19). Dati importanti, quelli relativi alla pesca nei laghi lombardi, che garantiscono alla Regione un eccellente introito per
quanto riguarda la vendita del pe-sce che è, ad oggi, uno degli alimenti che gli italiani amano portare in tavola perché leggero e allo stesso tempo ricco di elementi benefici per la salute dell’organismo. E nonostante la Lombardia non possa, per le sue caratteristiche, sfruttare l’acqua dei mari, riesce comunque a ricavare buoni introiti dal pescato di acqua dolce.
Dati: UTR Regione Lombardia 2016


Da sapere

Per un tuffo tra passato, presente e futuro

TRADIZIONE

Una lunga storia: quella del missoltino, gustoso e leggero

Il missoltino è un pesce che è strettamente legato alla storia dei laghi lombardi e testimonianza ne è l’antico mosaico che viene tutt’oggi ospitato nel Battistero romanico San Giovanni dell’isola Comacina nel Lago di Como e che ne rappresentava la pesca. Il suo nome deriva dalle missolte, ovvero quei piccoli barili di legno in cui i pesci pescati venivano conservati dopo la lavorazione e la loro essiccazione alla luce del sole. Il missoltino è amato per il suo sapore molto salato e deciso. Indicato, dunque, per coloro che a tavola predilige i gusti marcati. Oggi questo pesce è inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Lombardia.

CURIOSITÀ

Il carpione del Garda è a rischio estinzione: ecco i principali motivi

Un tempo il carpione del Lago di Garda veniva pescato in grandi quantità, oggi invece questa specie è praticamente in via di estinzione e sono pochissimi gli esemplari che si riescono a catturare. Dietro la netta diminuzione di questa specie ci sono molti fattori: il surriscaldamento dell’acqua del lago, per esempio, ma anche la mancanza di ripopolamento artificiale che alla lunga sta portando alla scomparsa del carpione. Ancora, tra le cause anche l’introduzione di altre specie alloctone nel Garda che hanno avuto come conseguenza immediata quella di sottrarre cibo al carpione stesso che alla lunga ha perso la propria battaglia personale.


FOCUS SU

INFO

Dove recarsi e quali regole rispettare

Dove andare a pesca in Lombardia? I luoghi sono davvero tanti ma prima di tutto occorre sapere che per praticare questo sport nelle acque interne italiane serve una licenza. Due laghi buoni per pescare nella zona di Como sono Ceresio e Montorfano mentre se abitate in provincia di Sondrio potreste recarvi nella Val di Lei, dieci chilometri di “lingua azzurra” che garantisce sempre buoni risultati e anche un panorama davvero invidiabile, completamente immersi nel verde. Se siete amanti della pesca notturna, sappiate poi che nella zona del Garda è consentita la cattura notturna dell’anguilla da riva oltre che la caccia subacquea.
Fonte: www.in-lombardia.it


Come vengono essiccate le sardine

Sono tra le prelibatezze da portare in tavola ma purtroppo se ne trovano sempre meno

Il processo di essiccazione delle sardine risale a tantissimi anni fa ma si è tramandato fino ad oggi, pur con qualche leggerissima modifica. è il Lago d’Iseo a ospitare alcuni esemplari di agone, chiamato poi semplicemente sardina per la sua particolare forma, simile a quella del noto pesce marino. Un tempo le acque di questo lago erano molto popolate da questa specie che oggi invece sta facendo registrare una costante e preoccupante diminuzione, a causa della sovrapesca e la mancanza di un’attività di ripopolamento. Insomma il futuro di questa specie non sembra essere così roseo nonostante, per pescarlo, si seguano rigide regole, per esempio il divieto di pescarlo nei mesi primaverili quando è in riproduzione. La sardina raggiunge una lunghezza di venti centimetri, il suo corpo è lungo e piatto e il dorso si presenta verdastro con macchie nere. Il processo di essicazione di questo pesce è molto particolare e vale la pena renderlo noto perché affonda le sue radici in tempi lontani, quando i pescatori si dice fossero “costretti” a garantire una precisa quantità di questo pesce essiccato al monastero di Santa Giulia di Brescia).

LA LAVORAZIONE
Un tempo le sardine venivano essiccate con l’aiuto di rami di frassino piegati e tenuti in posizione da fili tesi legati alle estremità dove andavano infilati i pesci. Oggi una volta essiccate, le sardine vengono torchiate per eliminare il grasso e vengono quindi ricoperte con olio di oliva. Si passa poi alla fase di maturazione, che dura di solito alcuni mesi, e che renderà questi pesci gustosi e prelibati. Un processo semplice ma allo stesso tempo rigoroso che rende questi pesci del Lago d’Iseo tra i più apprezzati sulle tavole e tra i più benefici per l’organismo. Come tutto il pesce, infatti, le sardine tradizionali del Lago d’Iseo sono un’ottima fonte di proteine (64%), vitamine B12, B3 e B2, A e D e diversi oligoelementi tra cui fosforo, sodio, calcio, ferro, magnesio e selenio.
Fonte: www.eastlombardy.it


Da sapere

Le proprietà nutrizionali del pesce di lago

Non tutti apprezzano il pesce d’acqua dolce perché viene comunemente considerato meno saporito e più difficile da pulire. In realtà il pesce di lago è buonissimo e contiene anche numerose proprietà nutrizionali, ecco perché dovrebbe essere portato in tavola piuttosto spesso.

Rispetto al pesce di mare, quello di lago possiede un sapore più delicato ma questo non vuol dire che non sappia essere appetitoso: insomma è assolutamente da sfatare il luogo comune secondo cui questa tipologia di pesce non sia in grado di deliziare anche il palato. Intanto c’è da dire che il pesce di lago è molto più facilmente digeribile rispetto a quello di acqua salata e rappresenta una fonte importante di Omega 3, vitamine e sali minerali, tutti elementi indispensabili per un corretto funzionamento dell’organismo. Leggero e con pochissime calorie, si presenta infatti come l’alternativa ideale anche per chi segue una dieta ipocalorica con il chiaro intento di tenere sotto controllo il peso e per i bambini che necessitano di seguire una dieta equilibrata nella loro fase di crescita. Ancora, grazie agli acidi grassi polinsaturi che contiene in discrete quantità, il pesce di lago favorisce il buon funzionamento delle cellule del nostro sistema nervoso, condizione indispensabile per la prevenzione di alcune importanti patologie come il Morbo di Alzheimer o la demenza senile che, ancora oggi, non conoscono purtroppo una cura definitiva.
Sono davvero tante, dunque, le proprietà benefiche di questa tipologia di pesce che presenta numerose varianti. Potrete dunque cucinarne ogni volta un tipo diverso: dal persico alla carpa, dalla trota alla tinca passando per l’anguilla. Non c’è altro che l’imbarazzo della scelta, insomma, per un pasto tutto all’insegna del gusto e del benessere.


FOCUS SU

LAVORAZIONE

Valorizzare il prodotto fresco

Quando fresco, il pesce può essere lavorato nei modi più disparati per conservarne e valorizzarne al tempo stesso il gusto. Il pesce fresco infatti può essere intero ma anche fatto a tranci o spinato. Modi diversi di lavorazione per consegnare sul mercato un prodotto adatto a soddisfare qualsiasi esigenza da portare in tavola con grande frequenza, visto che rappresenta uno degli alimenti più salutari.

SPECIALITÀ

La bottarga, che bontà!

La bottarga d’acqua dolce ha origini molto più recenti rispetto a quella di mare ed è nata per iniziativa di alcuni pescatori che hanno voluto riprendere le caratteristiche del tradizionale prodotto ottenuto dalle ovaie di pesci di acqua dolce per ricavarne un prodotto altrettanto prezioso. Anche la bottarga di lago, così come quella d’acqua salata, ha un sapore decisamente marcato che non piace a tutti ma che se piace conquista. L’ovaio fresco viene lavato, salato per 24 ore, colato, essiccato su grate di acciaio a freddo (max 25°) ed infine pressato sotto torchio per tre mesi.


La bellezza dei laghi in autunno

Da Gardone Riviera all’Isola Comacina, la lista dei posti da visitare è lunghissima

L’autunno è la stagione perfetta per organizzare una gita in Lombardia, concentrandosi prevalentemente sui laghi che, nei mesi di ottobre e novembre, regalano degli scorci e dei colori straordinari.
Le bellezze da vedere sono davvero tantissime per trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta e rigenerarsi dopo le fatiche della settimana. Insomma non c’è niente di meglio di una bella gita al lago se puntate ad allontanare lo stress e passare delle belle giornate fuori, immersi tra natura e cultura. Sì, perché al di là dei bellissimi panorami tutti da gustare, la zona dei laghi regala anche numerosi spunti culturali da prendere in considerazione. A Gardone Riviera c’è per esempio la casa di D’Annunzio che vale la pena visitare per un tuffo nel passato. Ad accogliervi, 10mila oggetti e 33mila libri, ed è solo una delle meraviglie di questa cittadella-stato. Usciti dalla casa, potrete concedervi una lunga passeggiata e un gustoso caffè in uno dei tanti locali all’aperto che caratterizzano questa zona. Se invece preferite l’idea di una gita più dedicata alla natura, valutate la possibilità di visitare l’isola Comacina sul Lago di Como, tra i siti archeologici più interessan-ti dell’Italia settentrionale. Lunga circa seicento metri e larga solo duecento, è ricoperta da una fitta vegetazione di ulivi, tigli, allori, gelsi e carpini. Si raggiunge in taxi boat da Ossuccio, per godersi gli scorci panoramici e ammirare i resti della Basilica di S. Eufemia, il colonnato marmoreo sotto il pavimento della chiesa di S. Giovanni Battista e altri ritrovamenti. Le tre casette in stile Razionalista, costruite nel 1940 su progetto di Pietro Lingeri, sono residenze per artisti che nel silenzio dell’isola cercano ispirazione. Sulla terraferma da vedere il Museo Antiquarium e il Sacro Monte di Ossuccio, Patrimonio Unesco. Insomma una gita che vi lascerà a bocca aperta in un luogo che vale la pena visitare se siete in Lombardia. n
Fonte: www.in-lombardia.it


Da sapere

Appunti di viaggio: qualche idea da copiare

DA SAPERE

Rocca Borromeo, splendore ad Angera

La zona dei laghi si presta benissimo anche a una piacevole gita tra i tanti borghi caratteristici che vale di certo la pena visitare se si è di passaggio.
Tra i tanti, merita una menzione la piccola cittadina di Angera che ospita l’antica Rocca Borromeo, le cui mura risalgono addirittura al Dodicesimo secolo.
Una struttura imponente e molto maestosa (la cui “parte” difensiva risale al periodo romano e longobardo) che domina l’intero paese dall’alto di un colle in roccia calcarea, che declina dolcemente verso l’entroterra. Un vero splendore per chi ama la storia e l’arte e non disdegna dunque l’idea di una gita tra antichi monumenti e tradizioni secolari.

ATTIVITÀ

A tutto sport: sci nautico, vela canoa e trekking

La zona dei laghi si rivela perfetta anche per gli sportivi che amano fare movimento alla ricerca sempre di nuove emozioni. Il lago Maggiore è per esempio l’ideale per praticare sport d’acqua come sci nautico, canoa, vela e attivi-tà subacquee. Se siete amanti del trekking, invece, potete sfruttare tutta la costa e la zona del varesino per bellissime passeggiate anche a cavallo.
C’è anche la possibilità di regalarvi lunghe pedalate in mountain bike perché la morfologia del territorio le permette. Tante possibilità per delle gite fuori porta all’insegna dell’attività sportiva e del benessere fisico e psicologico. Perché un po’ di movimento fa sempre bene!


DA VEDERE

IN BICICLETTA

Lago d’Iseo, 65 km di pista

Se siete amanti della bici, la gita sul Lago d’Iseo non può certo mancare. Potrete viaggiare comodamente sfruttando i sessantacinque chilometri di pista ciclabile che renderanno il vostro percorso agevole e tutti da gustare, immersi in un bellissimo scenario autunnale. è possibile prendere a noleggio mezzi di ogni tipo: ci-ty bike, mountain bike, bici elettriche e MTB elettriche.
Una volta in sella, potete imboccare la strada panoramica che porta alla ciclabile Paratico-Brescia e dirigervi alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino con sosta nei pressi del monastero di S. Pietro in Lamosa.

NATURA

Val di Mello, quante sorprese

Torrenti, ruscelli, boschi, prati e aria pura. Conosciuta co-me la Yosemite lombarda, la Val di Mello, laterale alla Val
Masino, in provincia di Sondrio, è una destinazione perfetta per staccare la spina e ricaricare le pile. Potete la-
sciare la macchina al parcheggio di San Martino e da lì proseguire a piedi lungo la passeggiata che costeggia il torrente. In un attimo si arriva al lago, un piccolo specchio d’acqua color smeraldo che riflette alberi e montagne.

2018-11-02T11:44:23+00:00Argomento: FOOD&BEVERAGE|Speciale |