Formaggi e Latticini

Digital Paper: Lombardia da degustare

Un viaggio alla scoperta del gusto

Bitto, Gorgonzola, Ricotta e Parmigiano: non c’è altro che l’imbarazzo della scelta

La Lombardia rappresenta una delle regioni più prolifiche per quanto riguarda la produzione di latticini e formaggi, basti pensare che sono 76 quelli certificati tra DOP, IGP e prodotti tradizionali, secondo quanto affer-
mato da Coldiretti. è una terra ricca, dunque, quella lombarda, che da molti anni riveste un ruolo da protagonista in questo settore. Da sempre le aziende lavorano con grande dedizione e serietà per la realizzazione di prodotti di prima qualità che vengono distribuiti in tutta Italia con grande successo.
D’altra parte, nella tanto popolare dieta mediterranea, i formaggi sono contemplati eccome e non è un caso che sulle tavole italiane facciano spesso capolino.
E sono così tante le varietà che, volendo, sarebbe possibile assaggiare un tipo di formaggio diverso ogni giorno per deliziare il palato.
La Lombardia è insomma in prima linea nel mercato caseario e non intende mollare di mezzo centimetro, visto e considerato che la produzione in questo settore rappresenta uno dei motori più potenti dell’industria dell’intera regione. Grazie a un grande lavoro portato avanti negli anni, oggi questa terra conta ben 62 formaggi tradizionali ai quali vanno poi aggiunti cinque prodotti lattiero caseari: mascarpin de la calza, mascarpone artigianale, ricotta artigianale, burro e burro di montagna. Si tratta di vere e proprie eccellenze di un territorio che ha davvero molto da offrire e che porta in alto i colori della bandiera tricolore grazie a una sempre accurata selezione delle materie prime e a tecniche di lavorazione sempre all’avanguardia che rendono i processi produttivi anche più snelli. Su 49 formaggi DOP riconosciuti in Italia, sono 14 quelli prodotti in Lombardia, un numero di certo importante che rimarca la forza di una regione che ha avuto il merito di capire per tempo il potenziale di un settore come quello caseario. I 14 formaggi DOP lombardi prima citati sono: Bitto, Formaggella del Luinese, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Gorgonzola, Grana Padano, Nostrano Valtrompia, Parmigiano Reggiano, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Salva Cremasco, Silter, Strachitunt, Taleggio e Valtellina Casera. Nnon c’è che l’imbarazzo della scelta per portare sulla tavola formaggi genuini, gustosi e sempre diversi ogni giorno. Qualità e varietà, due variabili che insieme disegnano la perfezione.


Da sapere

Una selezione di prodotti top della regione

VARIETÀ

Fresco o stagionato, dolce o piccante: Provolone Valpadana

Il Provolone Valpadana DOP è un formaggio tradizionale, frutto della perfetta interazione, nel corso degli anni, di importanti fattori legati al territorio: le caratteristiche geografiche, le produzioni agricole e la storia delle persone che in quel territorio hanno a lungo lavorato. è un esempio concreto di perfetta unione tra la cultura casearia delle paste filate, che caratterizza in special modo l’Italia del Sud, e la vocazione lattiero-casearia del territorio. Dolce o piccante, fresco oppure stagionato, a mandarino o cilindrico, il Provolone Valpadana DOP è in assoluto uno dei formaggi più apprezzati in cucina per le caratteristiche che lo rendono estremamente versatile.

ALTERNATIVA LIGHT

Quartirolo Lombardo, dal sapore leggero e facile da digerire

Tra tutti i formaggi a Denominazione di Origine Protetta, il Quartirolo Lombardo è in assoluto il più leggero con un minimo del 30% di grasso. è un prodotto del tutto naturale: nessun additivo infatti deve essere impiegato durante la sua produzione e durante la sua eventuale stagionatura. Ecco perché questo formaggio risulta leggero a tutti, dal gusto delicato e facilmente digeribile. Il Quartirolo è indicato anche per chi deve tenere sotto controllo il peso: 100 grammi contengono 297 calorie, meno rispetto a quelle che contengono molti altri tipi di formaggio. è uno dei prodotti caseari che possono dunque essere inseriti all’interno di un regime alimentare ipocalorico.


Valtrompia e Taleggio, eccellenze DOP

Anche il Grana Padano rientra nella lista dei prodotti caseari più prelibati

La Lombardia è dunque terra di grandi eccellenze casearie, tra queste merita una menzione speciale il Valtrompia DOP, un formaggio semigrasso a pasta extradura, prodotto tutto l’anno, dal colore giallo paglierino che lo rende davvero caratteristico (il colore è dovuto all’aggiunta di zafferano). Un prodotto ottimo, sicuramente tra i più gustosi della regione, che prevede una stagionatura di almeno dodici mesi, lungo i quali vengono messi in atto alcuni specifici procedimenti come il rivoltamento della faccia delle forme, la raspatura e l’oliatura della crosta con olio di lino. Sono pochi, stando ai dati forniti da Coldiretti, gli allevamenti certificati lombardi che non arrivano a una decina. In un anno si riescono a produrre non più di mille forme di Valtrompia, ecco perché questo formaggio è davvero unico e prezioso. Dal Valtrompia DOP al Grana Padano DOP che rientra di diritto nella lista dei formaggi più gustosi del territorio lombardo, in particolare delle province di Mantova, Cremona, Brescia, Bergamo, Lodi e Pavia dove viene prodotto in larga misura. Preparato esclusivamente con latte italiano, dal sapore netto e inconfondibile, questo prodotto è dunque uno dei fiori all’occhiello della produzione casearia regionale che nasce secondo una regola antica di mille anni, messa a punto dai monaci benedettini della pianura del Po. La stagionatura del Grana Padano DOP, indispensabile perché il formaggio acquisisca le sue tipiche caratteristiche organolettiche, può durare da un minimo di 9 mesi a oltre i 20. La certificazione DOP è già di per sé sinonimo di qualità. E cosa dire del Taleggio? Si è guadagnato la certificazione DOP grazie alle sue specifiche caratteristiche che lo rendono uno dei prodotti caseari più apprezzati tra quelli lombardi. è questo un formaggio di origini antichissime, forse anteriori al X secolo, che viene oggi prodotto in larga scala soprattutto nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia per quanto riguarda la Lombardia (perché anche Piemonte e Veneto ne producono in piccola parte).
Dal sapore dolce, con una lievissima vena acidula e leggermente aromatico, il Taleggio presenta un odore piuttosto marcato e alle volte un retrogusto tartufato.
Fonti ufficiali (oltre Coldiretti):
www.granapadano.it
www.taleggio.it


Da sapere

Una selezione di prodotti top della regione

A PASTA MOLLE

Una ricetta semplice ma preziosa: ecco il Salva Cremasco

La zona di produzione del Salva Cremasco è piuttosto ampia e comprende l’intero territorio delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi e Milano, all’interno della quale devono avvenire tutte le operazioni di produzione del latte, caseificazione e stagionatura.
è questo un formaggio molle dal gusto particolare, prodotto con latte di vacca intero, a crosta lavata, con stagionatura minima di 75 giorni durante i quali la forma viene frequentemente rivoltata e trattata con un panno imbevuto di soluzione salina o spazzolata a secco, per mantenere le caratteristiche della crosta, ridurre le ife e contribuire a far assumere alla forma la colorazione caratteristica.

DAL 1500

Il Valtellina Casera, una storia lunga cinquecento anni

Le origini del Valtellina Casera risalgono addirittura al lontano 1500 quando era usanza, per gli allevatori, unire il loro latte per effettuare una lavorazione collettiva nelle latterie turnarie e sociali con il chiaro obiettivo di risparmiare ma anche di condividere dei momenti insieme.
Il Valtellina Casera è dunque un formaggio di grande tradizione che ancora oggi mantiene inalterate le sue caratteristiche. Si tratta di un prodotto particolarmente leggero, perché interamente preparato con latte vaccino parzialmente scremato, e indicato per chi cerca qualcosa di gustoso ma delicato allo stesso tempo. La sua stagionatura è protratta per almeno settanta giorni.


FOCUS SU

Strachitunt, una delizia da provare

Tra le eccellenze della Lombardia c’è anche lo Strachi-tunt, un formaggio erborinato a latte crudo appartenente alla famiglia degli stracchini. Il termine deriva dalla traduzione in bergamasco di “stracchino tondo”: è proprio questa infatti la sua forma che lo rende estremamente particolare. La lavorazione di questo formaggio, prodotto con latte vaccino, ricalca l’antica tecnica delle due paste che consiste nell’unione a strati della cagliata della sera (comunemente chiamata “cagliata fredda”), che viene lasciata sgocciolare in tele di lino per almeno dodici ore, con la cagliata del mattino (chiamata invece “cagliata calda”). Una bontà tutta da gustare.
Fonte e credit foto: strachitunt.it


Quando la qualità fa la differenza

Il processo di lavorazione prevede accurati controlli per salvaguardare il prodotto finale

La qualità è sempre un fattore fondamentale e vale ancora di più quando si parla di prodotti alimentari, di qualsiasi genere essi siano. La scelta delle materie prime è di vitale importanza, così come l’attenzione per i processi di lavorazione delle stesse che devono essere particolarmente attenti e accurati. Questo discorso si applica benissimo alla produzione casearia della Lombardia che da sempre beneficia della grande attenzione degli addetti ai lavori, abituati da anni a investire copiosamente nel settore affinché le tecniche di lavorazione si mantengano sempre ad altissimi livelli per garantire sul mercato sempre prodotti di grande qualità. Si parte dalla cura maniacale che viene impiegata nella produzione di latte, fino ad arrivare alla lavorazione vera e propria che porta poi alla creazione di quell’opera d’arte culinaria che è il formaggio nella sua moltitudine di versioni. Come spiega Coldiretti in una nota, la Lombardia è una delle regioni più produttive per quanto riguarda il latte perché da sola copre il 40% di tutto il latte bovino italiano. Nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle, la produzione è stata di circa 5 milioni di tonnellate prodotte da quasi mezzo milione di vacche allevate in circa 5 mila allevamenti a indirizzo produttivo da latte, a cui vanno aggiunti quelli a indirizzo produttivo misto. Numeri da capogiro che evidenziano l’impegno costante e serio di questa regione in un settore redditizio come è ancora quello caseario.
Una filiera di produzione ineccepibile che garantisce ottimi risultati, se pensiamo che la Lombardia esporta le sue eccellenze anche in (894 milioni), Estremo Oriente (71 milioni) e America del Nord (53 milioni). La regione è quella che in assoluto esporta di più tra quelle italiane e da sola incide per il 37% delle esportazioni nazionali: 1,2 miliardi di euro su 3,2 miliardi (dati della Camera di Commercio di Lodi, Milano e Monza Brianza).


Da sapere

Stracchino Academy, esperienza a servizio

Un centro di cultura gastronomica italiana in cui si fa formazione per la produzione e la degustazione dei formaggi tipici, tramite corsi e degustazioni guidate in collaborazione con esperti: è la “Stracchino Academy”, un’idea proposta dalla “Monti e Laghi Nuova Cooperativa Agricola” di Vigolo (BG), una realtà che aggrega 6 allevatori con oltre 400 capi e che punta a creare, nel suo punto vendita di Sarnico, un luogo interamente dedicato alla cultura dello stracchino e dei prodotti Made in Italy. Qui ogni giorno sono circa 35 i quintali di latte che vengono lavorati per la produzione di alcuni dei formaggi più prelibati della zona. Dallo stracchino Bronzone, pluripremiato come migliore d’Italia, alla formaggella, il formaggio di monte, le caciotte aromatizzate, il primo sale, la ricotta e lo yogurt. L’iniziativa è davvero di quelle da prendere come esempio e ha come obiettivo finale quello di accompagnare i consumatori in un viaggio nel mondo dei prodotti a filiera corta, a partire da quelli della “Monti e laghi”, affinché ne comprendano pienamente le caratteristiche e il valore. Un modo concreto per presentare al meglio i prodotti e mostrare tutto il prezioso processo di lavorazione che vi sta dietro. In alcune occasioni, la “Stracchino Academy” si sposta presso il caseificio Bronzone di Vigolo (dove avviene la fase produttiva) che dispone anche di una sala museo dedicata alla cultura contadina di montagna con gli antichi strumenti utilizzati per la produzione d formaggi tipici locali. Chi desidera partecipare ai corsi o visitare il caseificio può scrivere all’indirizzo mail: info@montielaghi.it, per approfondire le conoscenze sul meraviglioso mondo caseario e tutto ciò che comprende.
Fonte: Coldiretti Bergamo


FOCUS SU

L’IDEA #1

Ecco il Tasso, unione di latte d’asino e capra

Da un’idea di Leonardo Belotti, un allevatore di asini di Camerata Cornello, e Fabio Bonzi, allevatore di capre di San Giovanni Bianco, nasce il Tasso, un formaggio che unisce il latte di a-sina e capra per deliziare il palato di tutti. Il nome è un omaggio al vicino borgo medioevale Cornello del Tasso dove si trovano i resti dell’abitazione legata alla famiglia di Torquato Tasso.

L’IDEA #2

Senza lattosio, l’ultima novità

Stracchini e formaggelle senza lattosio, realizzati direttamente nel caseificio a-ziendale, con il latte appena munto: è la novità proposta dall’imprenditrice agricola Chiara Consoli, titolare con il marito Camillo e con la sorella Gloria, dell’agriturismo S. Antonio a Grone (in provincia di Bergamo).
L’idea è nata dall’esigenza sempre più frequente, da parte di alcuni ospiti della struttura, di mangiare prodotti senza lattosio. Per poter servire un prodotto adatto anche a chi non riesce ad assorbire correttamente il lattosio, viene utilizzato nella fase di caseificazione un enzima specifico, un procedimento abbastanza semplice che rende il formaggio alla portata di tutti.

Fonte: Coldiretti Bergamo


Arte e natura, tutto il bello di Lodi

La città si rivela perfetta per chi ama scoprire monumenti e godere del verde

La Lombardia è sicuramente una regione da visitare, perché davvero tante sono le sue bellezze. Lodi è tra queste: una città magica che ospita bellissimi monumenti ma che accoglie anche numerosi parchi e regala paesaggi mozzafiato per trascorrere delle ore in pieno relax.
Scopriamo dunque quelle che sono le cose assolutamente da vedere di Lodi, a partire da Piazza della Vittoria e passando per il Broletto e la sua bella fontana e l’Incoronata, Tempio che risale al Rinascimento e che ad oggi è una delle mete più gettonate dai turisti: siamo nel cuore della città e sarà bellissimo perdersi a piedi tra i tanti vicoletti caratteristici del centro, gustandosi la tipica atmosfera lodigiana, alla scoperta di angoli mai visti. C’è poi la Chiesa di San Francesco, risalente alla fine del Duecento, con la sua caratteristica facciata in cotto rosato, rimasta incompiuta, che ospita al suo interno preziosi affreschi tutti da scoprire oltre che la tomba di Ada Negri, poetessa e scrittrice lodigiana particolarmente amata dagli abitanti del luogo. E, assolutamente da non perdere a Lodi, è la Cattedrale, risalente al 1158, con un’abside interessante ed un moderno mosaico di Aligi Sassu.
Per chi ama camminare, spostandosi di qualche chilometro, ecco anche la Basilica di San Bassiano, risalente ai primi del Trecento. Ma Lodi non è soltanto chiese, cattedrali e ville da visitare. è anche bellissimi giardini e panorami tutti da gustare, motivo per cui si identifica anche come meta perfetta per gli amanti della natura.
Grazie all’armoniosità di un territorio sostanzialmente pianeggiante itinerari ad hoc (la rete ciclabile supera i 500 km di estensione), la città è sempre una meta gettonata per i ciclisti che potranno unire il piacere di una pedalata alla bellezza del paesaggio circostante caratterizzato dai numerosi corsi d’acqua, naturali e artificiali, un elemento che distingue Lodi dalle altre città della Val Padana.
Fonte: www.turismolodi.it


Da sapere

Appunti di viaggio: qualche idea da copiare

IMMERSA NEL VERDE

In Valle Seriana tra paesaggi incantevoli e scorci mozzafiato

Dopo la Val Membrana, la Valle Seriana è la più vasta nella provincia di Bergamo. Si estende infatti per circa 50 chilometri ed è attraversata dal fiume Serio.
Immersa nel verde, questa bellissima valle rappresenta dunque uno dei fiori all’occhiello della zona ed è l’esempio calzante di perfetta integrazione tra natura, ambiente, storia, arte, tradizioni: dalla Valle del Riso al Monte Alben, da Ponte Nossa a Valbondione, da Clusone fino alla Presolana, non avrete altro che l’imbarazzo della scelta. Una meta assolutamente da visitare se vi trovate in zona: per rinfrancare lo spirito in mezzo a paesaggi incantevoli che vale la pena vedere almeno una volta nella vita.

NATURA INCONTAMINATA

Selvaggia e rude, rigogliosa e ricca: la Val Cavallina

Una valle ancora incontaminata, così si potrebbe definire la Val Cavallina, un altro dei luoghi assolutamente da vedere se si è di passaggio nel bergamasco.
Tra tutte le valli della zona, è questa in assoluto la più selvaggia: una natura rigogliosa fa da contorno a paesaggi ricchi di storia, chiese e castelli.
Da visitare è il Museo che raccoglie e cataloga materiale che si riferisce alla storia, all’ambiente e alla gente della valle. Da non perdere nemmeno la Valle dell’Acqua di Luzzana e le due oasi naturalistiche: la Valle del Freddo e l’Oasi WWF della Valpredina, due perle davvero rare oltre che un grande esempio di verde e di rispetto per l’ambiente.

2018-11-02T14:53:04+00:00Argomento: FOOD&BEVERAGE|Speciale |