CINQUE SECONDI al giro. Di tanto, secondo i calcoli dei tecnici al servizio della federazione internazionale, dovrebbero essere più veloci le monoposto di Formula Uno datate 2017 rispetto al passato. Tale strabiliante progresso sarà ottenuto grazie alle nuove regole. Una vera e propria rivoluzione, peraltro dagli esiti tutti da verificare nel contesto dei Gran Premi.

PIÙ LARGHE. Le norme introdotte dalla Fia hanno ampliato in larghezza le monoposto, imponendo anche l’utilizzo di gomme “extra large”. Insieme alla possibilità di intervenire sulle appendici alari, ciò si traduce in un drastico aumento della aderenza. L’incremento del grip meccanico avrà un effetto sulla tenuta di strada nelle curve, che potranno essere affrontate dai piloti ad un ritmo decisamente più elevato. Diventa quindi immediatamente comprensibile l’attenzione che i progettisti stanno dedicando alla configurazione delle vetture. Sono spuntate le pinne sul retro delle macchine. Sono state levigate le pance. E’ stato studiato a fondo il meccanismo di “gestione” dei flussi d’aria sotto le monoposto.

IN PRATICA, l’efficienza aerodinamica domina ricerca e sviluppo. Le sessioni di test nelle gallerie del vento e ai simulatori si riveleranno decisive, così come determinante potrà rivelarsi l’interpretazione dei dettagli nascosti tra le pieghe del regolamento. Non a caso per tutto l’inverno le chiacchiere di corridoio si sono concentrate sui misteriosi correttori d’assedio usati dalla Mercedes e dalla Red Bull, tramite sistemi idraulici che agirebbero sulle sospensioni. La Ferrari ha chiesto chiarimenti, i concorrenti hanno replicato di essere a posto ma appunto Mercedes e Red Bull non la pensano allo stesso modo. E’ possibile che l’ultima parola i commissari della federazione la pronuncino soltanto alla fine del Gran Premio d’Australia, quando potrebbero essere chiamati ad esaminare eventuali reclami.

IL MOTORE. Non cambia niente, invece, per quanto riguarda il propulsore: sempre un turbo sei cilindri, supportato da due motori elettrici. Ma cambia la gestione della power Unit: nel senso che, accogliendo una antica richiesta della Ferrari, e’ stato liberalizzato lo sviluppo nell’arco della stagione. Gli interventi sul motore cioè non sono più contingentati, anche se resta fermo l’obbligo di disputare l’intera stagione con una manciata di power Unit , chi ne installa di più incappa in penalizzazioni sulla griglia di partenza. Anche qui, non mancano sospetti e polemiche. La Red Bull ha accusato la Mercedes di barare sulla combustione e ci sono altre voci su presunte “futbate” di questo o quel concorrente. Sarà, forse, anche un mondiale a colpi di carta bollata.