Leo Turrini

«HAMILTON è il favorito naturale per il mondiale. Ma la Ferrari è sulla strada giusta…». Giancarlo Minardi sta in Sicilia per le celebrazioni della mitica Targa Florio, eppure il cuore è in Australia. A Melbourne, dove la sua scuderia fece debuttare in Formula Uno personaggi come Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli, Mark Webber. «È un peccato non ci siano più piloti nostrani sulla griglia di partenza – sospira l’ex costruttore romagnolo. Chissà che con Giovinazzi non sia proprio la Ferrari a recuperare una tradizione gloriosa!!».

Aspettando quel momento che stagione immagina?

«La Mercedes ha vinto 51 degli ultimi 59 Gran Premi. Sono cifre impressionanti. Averne rispetto è il minimo. Non sarà semplice batterla. Anche se… ».

Anche se?

«Il team argentato si è indebolito e non di poco con l’addio di Rosberg. Il sostituto, Bottas, a me non pare in grado di creare difficoltà ad Hamilton».

Tanto meglio per il Nero.

«Sì, ma in una logica costruttori si aprono prospettive per gli avversari. Io non mi stupoirei se la Ferrari, con Vettel e con Raikkonen, conquistasse il mondiale a squadre»

Addirittura.

«A Maranello sono sulla strada giusta. Hanno imboccato la via che li riporterà al successo. Certo, ci vuole pazienza, per le cose che ho detto prima a proposito della Mercedes».

Che cosa può fare la differenza, piloti a parte?

«I consumi».

Prego?

«Sì, è una cosa che non è stata molto considerata, nelle analisi della vigilia. Con monoposto molto più veloci, la gestione del carico di carburante diventa fondamentale. Da lontano, in occasione dei test di Barcellona, io ho avuto l’impressione che la Mercedes fosse un po’ a disagio, in materia».

Quindi, partita aperta.

«La Ferrari è lì. Deve provarci. A me ha colpito l’affidabilità che la Rossa ha manifestato negli otto giorni di prove. Non hanno rotto nulla di importante. E’ un bel segnale per chi sta lavorando sulla macchina. Il resto, lo verificheremo in pista».

E la Red Bull?

«Me la aspetto molto competitiva, però forse non subito».

Come mai?

«Non credo che la power unit Renault, utilizzata da Verstappen e da Ricciardo, sia già al livello dei motori di Mercedes e Ferrari. Però, vede, c’è un’altra cosa da dire».

Diciamola.

«Io capisco l’attesa dei tifosi, è stato un inverno lunghissimo per gli appassionati. Ma probabilmente un Gran Premio non sarà sufficiente per comprendere bene i valori in campo, cioè in pista».

Pronostico finale?

«Hamilton campione del mondo e alla Ferrari il titolo dei costruttori… ».